L’inflessibilità metabolica è il fattore di rischio fondamentale per il COVID-19

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Traduzione di Corrado Penna dell’articolo “Metabolic Inflexibility Is Key Risk Factor for COVID-19” pubblicato il 4 ottobre 2020 sul sito del dottor Mercola (https://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2020/10/04/why-is-metabolic-inflexibility-problematic.aspx?)

Riassunto
Mentre il SARS-CoV-2 è un virus dilagante che può causare gravi problemi a individui vulnerabili, la vera pandemia – la causa sottostante che rende le persone suscettibili alle complicazioni dell’infezione in primo luogo – è la cattiva regolazione metabolica
A parte la vecchiaia, l’obesità è stata identificata come uno dei principali fattori di rischio per essere ricoverati in ospedale con COVID-19, raddoppiando il rischio di ospedalizzazione nei pazienti di età inferiore ai 60 anni.
Un’ipotesi sul perché l’obesità sta peggiorando i sintomi del COVID-19 ha a che fare con il fatto che l’obesità causa infiammazione cronica. Avere più citochine pro-infiammatorie in circolazione aumenta il rischio di subire una tempesta di citochine.
La resistenza all’insulina è un altro importante fattore di rischio per il COVID-19 che peggiora il quadro cinico e aumenta il rischio di morte. Esistono cinque parametri principali della salute metabolica: circonferenza alla vita, sensibilità all’insulina, pressione sanguigna e livelli di trigliceridi e HDL. Avere tre o più parametri anormali è indicativo di sindrome metabolica

Mentre il SARS-CoV-2 è un virus dilagante che può causare gravi problemi in individui vulnerabili, la vera pandemia – ovvero la causa sottostante che rende le persone suscettibili alle complicazioni dell’infezione in primo luogo – è l’inflessibilità metabolica o la resistenza all’insulina.
In questa intervista (7), il dottor Aseem Malhotra, un cardiologo britannico e autore del libro The 21-Day Immunity Plan (8) approfondisce le suddette questioni e spiega il ruolo che gioca la resistenza all’insulina nella pandemia da COVID-19.
La vera pandemia è la cattiva salute metabolica, o l’inflessibilità metabolica”, dice Malhotra. “Mi ero reso conto, già a marzo, quando ricevevamo dati da Cina e Italia, che c’era un chiaro legame tra le condizioni legate all’eccesso di grasso corporeo, in termini semplici definiti come cattiva salute metabolica, e gli esiti peggiori di COVID-19.
Stiamo parlando di condizioni come il diabete di tipo 2, ipertensione, malattie cardiache e, naturalmente, obesità. E quei dati continuavano a emergere. Quel collegamento era così chiaro, e non è stata certo una scoperta improvvisa.
Come persona che è stata un medico praticante per quasi due decenni, è molto chiaro: sappiamo che le persone che hanno una cattiva salute metabolica tendono certamente ad avere esiti peggiori da qualsiasi infezione, ma il COVID-19 lo ha evidenziato maggiormente e ci ha fatto riflettere su questa problematica.
Stiamo parlando di infezioni al torace, ricoveri ospedalieri con polmonite nei quali casi i diabetici di tipo 2 tendono a stare molto peggio. Stavo guardando quei dati e ho pensato: ‘C’è qualcosa che manca in questa informazione che passa per i mass media’. La questione del covid stava ricevendo molta attenzione in tutto il mondo, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, ma nessuno parlava di stile di vita
”.

 

L’inflessibilità metabolica è il fattore di rischio fondamentale per il COVID-19

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